Le imprese e i reati ambientali

 

Se l’impresa vuole essere rispettosa e attenta alla tutela ambientale, qualche volta, la vera impresa è districarsi fra vincoli e interpretazioni. Di questo e di molto altro si è parlato nel corso del convegno intitolato “Le imprese e i reati ambientali. Una responsabilità penale del legale rappresentante”, svoltosi lunedì 21 marzo 2016, dalle ore 14.30 nella sede di Confindustria Firenze (via Valfonda 9, Firenze).
Al centro dei lavori la normativa sugli ecoreati introdotta dalla legge 68/2015 che ha inserito nel Codice Penale un nuovo Titolo interamente dedicato ai delitti contro l’ambiente con pene più aspre e responsabilità amministrative dirette ma, ad un anno dalla sua entrata in vigore con ancora alcune criticità interpretative. Criticità che hanno cercato di sciogliere i relatori del convegno.

Sempre nel corso della giornata di lavori si è parlato dell’attenzione e del rispetto per l’ambiente come obiettivi primari per le imprese fiorentine che vogliono essere rispettose del contesto ambientale in cui operano, ma che si vedono talvolta obbligate a difficoltose interpretazioni di norme tecnico amministrative non sempre ugualmente uniformi in tutto il territorio nazionale.

L’incontro di approfondimento, organizzato da Confindustria Firenze, ha visto la partecipazione di Massimo Messeri, presidente Confindustria Firenze; Cosimo Ferri, Sottosegretario di Stato Ministero Giustizia; Daniela Di Scenna, affari legislativi di Confindustria; Giuseppe Creazzo, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Firenze; Paolo Caramalli, Commissario Capo del Corpo Forestale dello Stato; Maria Sargentini, direttore generale di ARPAT; Andrea Poggi, coordinatore del Gruppo SNPA sulla Legge 68/2015.

 

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